Latronico

Latronico è un comune del Parco nazionale del Pollino e della Comunità montana Lagonegrese ed è perciò ricco di ampie zone naturalistiche complete di aree attrezzate e percorsi alpinistici.

Ambiente e natura

Il Monte Alpi con diverse difficoltà durante il corso dell’anno si può raggiungere la cima del Monte Alpi, area naturalistica incontaminata che ospita inerpicato tra le rocce il pino loricato. La stazione di pini loricati del Monte Alpi risulta essere la più settentrionale d’Italia, contando all’incirca 1000 esemplari distribuiti tra le quote di 1200 e 1700 m s.l.m. Meta di escursioni da parte degli appassionati e di passeggiate naturalistiche, è possibile risalire fino alla cima in diversi modi: in auto e poi proseguendo a piedi oppure seguendo i percorsi alpinistici organizzati da esperti arrampicatori.

Malboschetto il bosco comunale di Latronico, detto Malboschetto, ha una superficie di circa 700 ettari, con all’incirca 5 milioni e 600 mila piante. È situato ai confini occidentali del massiccio del Monte Alpi con quota compresa tra gli 850 m s.l.m. e i 1070 m s.l.m. Lo strato arboreo è costituito quasi prevalentemente da cerri e faggi con sporadici nuclei di abete bianco e pino nero. È attraversato da una strada che porta fino ad un rifugio montano, all’incirca a 1000 m s.l.m., dove sono allestite aree attrezzate con tavoli, panche e punti fuoco. Al suo interno ritroviamo in abbondante quantità vari frutti della natura tra cui fragole, funghi e more.

La pineta comunale caratterizzata da una ricca copertura arborea in prevalenza di pino nero e abete bianco con sparuti gruppi di cedri, cipressi e pseudotsuga; si estende su una superficie pari a 4 ettari. È posizionata alle porte del centro urbano del comune, a nord del rione Munisterio e vicino alla Cappella di S.Vito. La viabilità interna è esclusivamente pedonale e ciclabile. Dispone di una struttura di ristoro comprendente bar e ristorante.

I Calanchi: uno dei punti panoramici più suggestivi del paese, delimitano sul lato est e nord-est il centro storico. Costituiscono una forma mista di erosione e colamento dei terreni argillosi e si presentano come un ventaglio di creste affilate disposte una accanto all’altra che delimitano impluvi stretti e ripidi. Da tale zona è possibile vedere le montagne del Massiccio del Pollino, dei Monti di Lauria, di Colle dei Greci e gran parte della vallata del Sinni.

Le Terme
In contrada Calda, immerse nel verde, si trovano le Terme di Latronico dove da maggio a ottobre si possono effettuare molti tipi di cure idropiniche e soggiornare nelle attrezzate strutture ricettive. Il complesso basa le sue cure sul valore terapeutico delle acque bicarbonato solfato calcica e bicarbonato calcica solfurea. Le acque bicarbonato calciche sulfuree di Latronico sono selettivamente indicate per le malattie delle vie respiratorie, artroreumatiche, epatobiliari e gastroenteriche, delle vene e nella riabilitazione delle funzionalità respiratorie. Questi benefici sulla salute hanno fatto sì che venissero sfruttate già dal primo Novecento.

Luoghi di interesse storico-culturale

Il Centro storico antico
Con le sue caratteristiche stradine tortuose e i diversi portali in pietra lavorata o in marmo del Monte Alpi il centro storico di Latronico si pone alla vista quasi come un “presepe”, Numerosi i punti di interesse, degni di menzione i portali di pietra grigia lavorati artigianalmente: quello di via Dante 124, ex casa Maturi, con fregi floreali e animalistici e quello situato in via Dante 191/193 con un originale portale in pietra locale, con un fregio floreale e la data 1548 scolpiti in bassorilievo nella chiave di volta. Sono testimonianza del livello dell’artigianato locale, definibile quasi come artistico. Innumerevoli le edicole votive ammirabili.

Palazzo Arcieri
Antico palazzo appartenente alla famiglia Arcieri, una tra le ricche famiglie di possidenti e, per tutto il XIX secolo, la famiglia che ha espresso a Latronico il massimo grado di cultura. Il palazzo sito in via Dante 96 inizialmente contava 64 vani, tra cui un oratorio privato. Presenta un interessante portale con stemma nobiliare, volute e una rosta in ferro battuto che testimonia la bravura degli artigiani nella lavorazione della pietra locale. Molto interessante il cortile interno attraverso il quale si nota un uso particolare del marmo dato dalla ricerca di particolarità di quei tempi.

Palazzo Gioia
Imponente palazzo posto in posizione dominante sull’altopiano della piazza principale, è appartenuto alla famiglia Gioia. Utilizzato oltre che come residenza anche da magazzino, ha sull’entrata principale un notevole portale in marmo bianco con stemma nobiliare.

Colle dei Greci
La ricerca archeologica a Latronico si è svolta a più riprese nel corso degli anni ed ha portato alla luce diversi siti archeologici di interesse rilevante. Uno di questi è l’altura di Colle dei Greci che, allo stato attuale delle ricerche, sembra essere stata occupata tra il VII e il V secolo a.C. da piccoli gruppi di stirpe enotria. In tale sito sono state individuate varie zone cimiteriali dalle quali sono state dissepolte a più riprese vasi di tipo greco, spade, pugnali, fuseruole, alari, statuette, elmi, ambre, bacili in bronzo. Rilevante il ritrovamento di una sepoltura completa di scheletro risalente a 2500 anni fa.

Le Grotte di Calda
Cinque Grotte situate in località Calda sono state oggetto di ricerca archeologica da parte di diversi esperti nel corso degli anni. All’interno di esse oltre a formazioni calcaree come stalattiti e stalagmiti sono stati portati alla luce diversi reperti che vanno dal 8000 al 1300 a.C., quali industrie litiche e su osso, ceramiche dell’Età del Rame e del Neolitico fino ad arrivare all’Età del Bronzo. Questi e molti altri reperti sono apprezzabili nel Museo Civico Archeologico.

Il pesce fossile
Alle pendici del Monte Alpi, su una grossa lastra di pietra in contrada Iannazzo è possibile vedere il fossile di un pesce accreditato dagli esperti nel corso degli anni come un esemplare di Istiophoridae del genere makaira (noto agli appassionati di pesca come marlin) lungo 235 cm, alto 95 cm e dal rostro di 30 cm, risalente a circa 30 milioni di anni fa. Esso costituisce una preziosa testimonianza di un ambiente marino molto particolare, risalente al Miocene.

Luoghi di interesse religioso

La Basilica Pontificia Minore di Sant’Egidio Abate
La Basilica Pontificia Minore di Sant’Egidio Abate è situata nel centro storico, sull’omonima piazza. La data probabile dell’ampliamento è quella del 1570, quando la statua del Santo, cui la chiesa fu edificata, fu scolpita. Essa crollò in parte a causa dei terremoti del 1837 e del 1857, la ricostruzione fu ultimata nel 1859. L’effetto di quei terremoti è forse alla base della costruzione così come si presenta oggi: bassa e con colonne mastodontiche.

L’interno è a tre navate, divise da sei colonne con capitelli dorici. Sulle prime due colonne della navata centrale sono ubicate due acquasantiere datate 1859 realizzate con marmo locale. Nel transetto a destra c’è una tela ad olio del XVIII secolo raffigurante Sant’Alfonso. Si notano sulle pareti laterali dell’abside le tele dipinte ad olio Sant’Egidio nella gloria di Emilio Larocca di Trecchina e il polittico Vita di Sant’Egidio realizzato dal Latronichese Egidio Viola.
Nel transetto a sinistra si può ammirare l’affresco del XVIII secolo Incontro di Sant’Egidio col re Wamba, dal quale dal 1709 trasuda in uno o più venerdì di marzo il miracolo della Santa Manna. Poco lontano troviamo in una nicchia la statua marmorea del santo realizzata nel 1570. Di recente costruzione la cripta (1998) che custodisce gelosamente il mezzo busto in argento finemente lavorato del protettore del paese, il cui volto manifesta un’espressione di severo ascetismo.
La Chiesa di Sant’Egidio fu proclamata Basilica Minore da Pontefice Paolo VI, nel 1971.

La Chiesa di San Nicola
La Chiesa di San Nicola, datata secolo XII, domina il paese e costituisce uno degli edifici più caratteristici del centro storico. È a navata unica con torre campanaria quadrata. Il presbiterio è su un piano rialzato. Custodisce sull’altare il dipinto ad olio del settecento, restaurato nel 1852, della Madonna della Pietà di Simone Oliva (pittore di Tursi). Nell’anno 2009, nell’ambito di una rappresentazione di opere d’arte permanenti sul territorio latronichese, sono stati posti all’interno del campanile dei fari a luce rossa temporizzata che accendendosi ogni 15 minuti lo illuminano. La luce resta accesa per 64 secondi in memoria dei 64 tra morti, mutilati e invalidi che Latronico pagò durante il primo conflitto mondiale.

La Chiesa di Santa Maria delle Grazie
La chiesa di Santa Maria delle Grazie sorgeva al centro dell’attuale piazza del paese. Demolita per allargare la piazza, fu spostata alle base del rialto nel rione Munisterio dove già si trovava la cappella della SS. Concezione.
La chiesa è a navata unica con torre campanaria quadrata e al suo interno custodisce un altare barocco con un affresco del Crocifisso risalente al XVIII secolo. Degna di nota la statua lignea settecentesca della Madonna delle Grazie. Restaurata dal 1988 è stata riaperta nel 1996.

Religiosità

La religione è uno dei canali attraverso i quali passa la cultura contadina; di questa cultura e mentalità, essa è stata una componente determinante.
Nel mondo latronichese c’è stato, e in parte continua ad esserci, un sentimento religioso semplice, naturale e quindi, ancora intriso di quel senso di paura e di profondo mistero.

Non si può parlare della religiosità del popolo latronichese senza parlare del culto che questo popolo ha verso il suo patrono, Sant’ Egidio Abate, che di questa religiosità è fondamento. Infatti difficilmente un popolo è legato al suo protettore più di quanto i latronichesi lo siano a Sant’Egidio. Il Santo è una presenza costante e tangibile nella storia e nella vita di Latronico e del latronichesi.
Intorno ad esso si esprime l’identità e l’unità di questo popolo.
La devozione che la gente di Latronico nutre per questo Santo è immutabile negli anni e ben si può rappresentare oggi, con quanto scrisse l’insegnante Alfredo D’Anna nel 1961: “Se a nominare il nostro gran Santo ti è di fronte un vecchio lo vedi subito scoprirsi e parlarne con fanatica riverenza; se invece l’ interlocutore è giovane, ferma il suo dire e, quasi con timore ti ascolta…La santa religiosità dei nostri padri ci ha inculcato un rispetto immenso per questo grande miracoloso Santo, che da secoli soprassiede alle fortune del nostro paese e che si venera dal Tirreno allo Ionio, dalle piane di Metaponto a quelle di Sibari e della Calabria Bruzia”.
Non è raro vedere persone che entrando nella Chiesa Madre prima si recano all’altare del Santo protettore e all’altare del Santissimo. Cioò non perchè si abbia meno devozione per il Signore ma perchè è innata, anche se non la si sa spiegare, la convizione che per arrivare all’Altissimo si debba passare per Sant’ Egidio. Si è tanto abituati a non posporlo ad altri che è tipico ascoltare frasi del tipo: “pigliatela con il Padreterno ma lascia stare Sant’ Egidio”.
Questo attaccamento vibrante e sentito è ben visibile nelle giornate della Manna, in cui la chiesa madre è gremita di fedeli che aspettano il miracolo del Santo Protettore (da un dipinto laterale della navata sinistra, nei venerdì di marzo, fuoriesce un liquido incolore). Tutti festeggiano il Santo: nei giorni del 30 e 31 Agosto e il 1 Settembre Latronico latronico viene invaso da fedeli che visitano il Santo.

Musei

Museo Civico Archeologico
Il Museo Civico Archeologico, inaugurato nel 1997, comprende due sale espositive. La prima conserva reperti provenienti dalle grotte situate in località Calda, che costituiscono una testimonianza fondamentale per lo studio della preistoria dell’Italia Meridionale, in particolare del periodo compreso tra l’ 8.000 a. C. (Mesolitico) ed il 1300 a. C. (Età del Bronzo). Nella seconda sono esposti reperti provenienti dalla Necropoli indigena Enotria di Colle dei Greci, sito distante circa sei Km dall’abitato attuale, datati VII-VI sec. a.C. ed influenzati dalla cultura greca delle colonie occidentali e da quella etrusca della Campania.

Museo del Termalismo
Il Museo del Termalismo allestito nello storico stabilimento termale costruito nel 1928, è nato per iniziativa dell’Amministrazione Comunale di Latronico e dell’Ente Parco Nazionale del Pollino, con lo scopo di approfondire e diffondere le conoscenze intorno all’attività termale del territorio comunale. Le terme, oltre a rivestire un’importante funzione terapeutica, sono state negli anni un significativo spazio di aggregazione e un elemento modificatore dei costumi sociali, tanto da rivestire una funzione di osservatorio sulle trasformazioni della vita sociale latronichese nel ’900.
L’allestimento museale è stato curato da SimbdeaLab con il coordinamento scientifico di Ferdinando Mirizzi dell’Università della Basilicata.
Il Museo, gestito dall’ATI “Museografia attiva”, si articola in otto sezioni: Il ritorno a Latronico; La piazza; Le terme e la socializzazione; Le terme e le cure; L’artigianato latronichese; I cibi tradizionali; Il rito e la festa; L’emigrante e le sue storie. Completano l’allestimento lo Spazio introduttivo e la Galleria espositiva, dedicati alla rappresentazione e valorizzazione delle attività termali e alle risorse del territorio.

Museo della Civiltà Contadina

ll Museo con i suoi 780 oggetti è dedicato ai mestieri del falegname, del fabbro del calzolaio nonché alla coltivazione dell’uva, del grano, alla camera da letto e ai trasporti.
Nella sezione riservata alla bottega del falegname si trovano esposti scalpelli, lime, pialle, raspe e martelli mentre in quella del fabbro arnesi quali serrature, chiodi, un incudine e il tavolo di lavoro completo di tutta l’attrezzatura necessaria.
Si trovano, inoltre, attrezzi e strumenti di lavoro usati dai maniscalchi e dai calzolai.
Altri oggetti presenti nel Museo testimoniano le varie fasi della coltivazione dell’uva e del grano e la lavorazione del pane e del vino.
Suggestiva, infine, è la ricostruzione di un’abitazione contadina, con stanza da letto e cucina e altri ambienti necessari per l’attività agricola.

Arte contemporanea a Latronico

Associazione Vincenzo De Luca
Grazie al lavoro di diverse associazioni presenti sul territorio (una su tutte l’Associazione Vincenzo De Luca) sono presenti a Latronico diverse opere di arte contemporanea che, aumentando di anno in anno, hanno creato un vero e proprio percorso all’interno del tessuto urbano.

Tra le opere site specific attualmente presenti a Latronico si possono citare:
– “Una parola su Latronico” di Stefano Boccalini

– “Una bandiera per Latronico” di Eugenio Tibaldi

– “Faro” di Michele Giangrande

– “Centocapre” di Francesco Bertelè

‘Earth Cinema’ di Anish Kapoor

Questi percorsi vanno a collegarsi idealmente con l’opera dell’artista internazionale Anish Kapoor “Earth Cinema” presente presso il parco termale: un “taglio” scavato nella terra (45 metri di lunghezza) in cui le persone possono entrare dai due lati, all’interno della quale una lunga feritoia che permette di vedere lo straordinario paesaggio naturale sentendosi parte di esso. L’opera rientra nel progetto “ArtePollino“, inserito nel programma “Sensi Contemporanei”, promosso dalla Regione Basilicata, dal Ministero dello Sviluppo Economico, dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dalla Fondazione La Biennale di Venezia.

[Fonte informazioni: www.latronico.eu]